Genjiko editore.jf 11 Gennaio 2012
Genjiko

Credo che tutti conoscano il sadō, la “via del te’”, soprattutto nella sua espressione ritualistica, la cerimonia del te’, e il kadō, la “via dei fiori” o ikebana, l’arte della disposizione floreale. Ma quanti conoscono il kōdō, la “via dell’incenso”?Si tratta di un’antica forma d’intrattenimento, una altcerimonia nel corso della quale i partecipanti apprezzano le fragranze esalate dal legno profumato bruciato secondo regole tradizionali. Il gioco, costituitosi durante il periodo Muromachi (come sadō e kadō, ma non altrettanto noto), prevede varie combinazioni, in unità di cinque incensi; di fragranze da “ascoltare” (verbo utilizzato tradizionalmente al posto di “odorare”). I partecipanti esprimono con un disegno pentagrammato le combinazioni che, nel caso del Genjikō (“Incenso di Genji”) sono in numero di 52, come i capitoli dell’omonimo romanzo-capolavoro della letteratura giapponese, di cui portano il titolo. I “pentagrammi” sono spesso utilizzati come motivi ornamentali per kimono, obi o oggetti artigianali tradizionali.
Il disegno del Genjikō è presente anche all’interno dell’Istituto Giapponese, quale elemento architettonico e decorativo, nel graticcio che separa il salone delle mostre e la scala che conduce al piano superiore. Al centro di ciascuna losanga è raffigurata una combinazione, e dunque un capitolo; ma non ho mai contato se fossero tutti presenti…

Fumio Matsunaga
Direttore dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma
11 gennaio 2012

Genjiko editore.jf 11 Gennaio 2012
Genjiko

Credo che tutti conoscano il sadō, la “via del te’”, soprattutto nella sua espressione ritualistica, la cerimonia del te’, e il kadō, la “via dei fiori” o ikebana, l’arte della disposizione floreale. Ma quanti conoscono il kōdō, la “via dell’incenso”?Si tratta di un’antica forma d’intrattenimento, una altcerimonia nel corso della quale i partecipanti apprezzano le fragranze esalate dal legno profumato bruciato secondo regole tradizionali. Il gioco, costituitosi durante il periodo Muromachi (come sadō e kadō, ma non altrettanto noto), prevede varie combinazioni, in unità di cinque incensi; di fragranze da “ascoltare” (verbo utilizzato tradizionalmente al posto di “odorare”). I partecipanti esprimono con un disegno pentagrammato le combinazioni che, nel caso del Genjikō (“Incenso di Genji”) sono in numero di 52, come i capitoli dell’omonimo romanzo-capolavoro della letteratura giapponese, di cui portano il titolo. I “pentagrammi” sono spesso utilizzati come motivi ornamentali per kimono, obi o oggetti artigianali tradizionali.
Il disegno del Genjikō è presente anche all’interno dell’Istituto Giapponese, quale elemento architettonico e decorativo, nel graticcio che separa il salone delle mostre e la scala che conduce al piano superiore. Al centro di ciascuna losanga è raffigurata una combinazione, e dunque un capitolo; ma non ho mai contato se fossero tutti presenti…

Fumio Matsunaga
Direttore dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma
11 gennaio 2012